Una premessa sul momento. Al momento dell’aggiornamento di questo articolo, a luglio 2026, i prezzi del petrolio sono alti e molto ballerini. Sul mercato pesano le tensioni in Medio Oriente, gli attacchi alle petroliere al largo dell’Arabia Saudita e il conflitto tra Stati Uniti e Iran. Nelle quotazioni entra quindi il cosiddetto premio geopolitico, cioè un sovrapprezzo per il rischio di interruzione delle forniture. La situazione cambia però di giorno in giorno, quindi prenda i numeri concreti come indicativi.
ExxonMobil
La società ExxonMobil (ticker XOM) ha sede negli Stati Uniti, in Texas. È una delle più grandi compagnie petrolifere e del gas al mondo. È nata nel 1999 dalla fusione di Exxon Corporation e Mobil Corporation. All’epoca si unirono due aziende già molto grandi.
ExxonMobil si occupa di esplorazione, estrazione, raffinazione e distribuzione di petrolio e gas naturale. L’azienda produce anche altri prodotti petrolchimici. È nota per la sua presenza globale e per le tecnologie avanzate. Le azioni della società sono negoziate, ad esempio, alla Borsa di New York (NYSE).
ExxonMobil è una delle maggiori società per capitalizzazione di mercato e compare regolarmente ai primi posti della prestigiosa classifica Fortune 500, il che significa che rientra tra le cinquecento maggiori aziende per fatturato annuo. È anche uno dei maggiori produttori di petrolio e gas naturale al mondo. La produzione giornaliera della società si muove da anni nell’ordine dei milioni di barili di petrolio equivalente. A metà 2026 l’azione XOM veniva scambiata intorno a 148 USD, un dato di maggio 2026 da prendere come indicativo.
Shell
La società Shell plc (ticker SHEL) era un tempo conosciuta con il nome più lungo Royal Dutch Shell, oggi però usa soltanto la forma abbreviata Shell. È nata nel 1907 dalla fusione tra la Royal Dutch Petroleum Company dei Paesi Bassi e la Shell Transport and Trading Company del Regno Unito. Shell si occupa di estrazione, raffinazione e distribuzione di petrolio e gas naturale.
Quanto ai volumi, la sola estrazione di petrolio e gas, il cosiddetto upstream, nel primo trimestre 2026 si è attestata intorno a 909 mila barili di petrolio equivalente al giorno. Il gruppo nel suo complesso si muove tra circa 2,7 e 2,8 milioni di barili equivalenti al giorno.
Negli ultimi anni Shell si è concentrata anche sugli investimenti nelle fonti rinnovabili, inclusa l’energia eolica e solare. Le azioni Shell sono negoziate su molte importanti borse, comprese quelle di Londra, Amsterdam e New York (NYSE). A metà 2026 il prezzo dell’azione si aggirava intorno a 88 USD, come dato indicativo.
Chevron
Chevron (ticker CVX) è una delle principali società energetiche. Ha sede negli Stati Uniti, nello Stato della California. La storia di questa società risale al 1879, quando fu fondata con il nome di Pacific Coast Oil Company. Chevron si occupa tradizionalmente di estrazione, raffinazione e distribuzione di petrolio. Inoltre, ricerca nuovi giacimenti petroliferi. Oltre ai combustibili fossili tradizionali, investe anche nelle energie alternative.
Uno degli aspetti interessanti di Chevron è il suo ruolo significativo nello sviluppo e nell’utilizzo dell’estrazione petrolifera in acque profonde. Nel 2001 Chevron ha avviato con successo la produzione nel giacimento petrolifero Tahiti, situato in acque molto profonde nel Golfo del Messico. Questo giacimento è uno dei più profondi e quindi anche uno dei più difficili da raggiungere al mondo, con una profondità dell’acqua superiore a 1.200 metri e pozzi che arrivano a oltre 7.500 metri sotto il fondale marino. Questo successo ha rafforzato la reputazione di Chevron come leader nell’estrazione tecnologicamente complessa e nell’esplorazione dei giacimenti in acque profonde.
BP (British Petroleum)
BP, originariamente nota come British Petroleum, ha sede a Londra ed è stata fondata già nel 1909. Il nome originario della società era Anglo-Persian Oil Company.
La società BP ha svolto un ruolo centrale in una delle più grandi scoperte petrolifere del XX secolo. Nel 1959 scoprì giacimenti petroliferi nell’area dell’Alaska, precisamente a Prudhoe Bay, che divenne il più grande giacimento petrolifero del Nord America. Questa scoperta contribuì in modo significativo allo sviluppo dell’estrazione petrolifera nella regione ed ebbe un impatto fondamentale sulla politica energetica degli Stati Uniti. Prudhoe Bay è ancora oggi uno dei giacimenti petroliferi più produttivi al mondo.
TotalEnergies
TotalEnergies (ticker TTE) è una società energetica globale con sede a Parigi, fondata nel 1924 come Compagnie française des pétroles (CFP). Le azioni TotalEnergies sono negoziate sulle borse di Parigi, Londra e New York (NYSE). A metà 2026 l’azione costava circa 85 USD, come dato indicativo.
TotalEnergies ha scelto un impegno relativamente ambizioso verso la transizione alle fonti di energia rinnovabile e alla sostenibilità. All’inizio la società si chiamava soltanto Total. Nel 2021 ha completato il cambio di nome da Total a TotalEnergies, riflettendo così la sua strategia di diversificazione verso energie più pulite.
L’azienda si è impegnata a investire miliardi di dollari nello sviluppo delle fonti rinnovabili, come centrali solari ed eoliche, e nelle tecnologie per lo stoccaggio dell’energia e la riduzione delle emissioni di carbonio. L’obiettivo è raggiungere entro il 2050 la cosiddetta neutralità carbonica, che include una riduzione significativa delle emissioni di gas serra derivanti dalle attività e dai prodotti di TotalEnergies.
Perché investire nelle società petrolifere
Investire nelle società petrolifere può essere interessante per gli investitori per diversi motivi.
In primo luogo, le società petrolifere e i loro utili sono relativamente stabili grazie alla domanda costante di petrolio in tutto il mondo. Nonostante la crescente attenzione verso le fonti di energia rinnovabile, il petrolio resta una fonte energetica chiave per l’industria, i trasporti e anche la produzione di materie plastiche. I grandi operatori globali citati in questo articolo, ad esempio ExxonMobil o Shell, dispongono di reti infrastrutturali consolidate e di una lunga esperienza nel settore. Grazie a questo mantengono una posizione quasi privilegiata e non hanno una concorrenza particolarmente forte.
In secondo luogo, i giganti petroliferi sono già oggi in grado di innovare e cogliere le nuove tendenze. Negli ultimi anni le società petrolifere spesso diversificano e si adattano alle nuove condizioni dei mercati mondiali. Grazie agli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, incluse le fonti rinnovabili, si aprono a nuove entrate. La flessibilità e l’approccio innovativo possono migliorare nel lungo periodo la loro posizione di mercato e offrire agli investitori opportunità interessanti.
Inoltre, le società petrolifere offrono spesso ai propri investitori dividendi regolari e piuttosto elevati. In molti casi il rendimento da dividendo di queste aziende è pari al 5-6 per cento. Questo non è affatto comune rispetto ad altre azioni statunitensi. I dividendi citati forniscono agli investitori un reddito stabile, un aspetto particolarmente prezioso nei periodi di incertezza dei mercati. Le società petrolifere offrono quindi non solo la possibilità di far crescere i suoi investimenti, ma anche un reddito passivo regolare sotto forma di dividendi.
Dobbiamo però aggiungere un avvertimento. Proprio ora, a luglio 2026, a spingere i prezzi del petrolio è soprattutto la geopolitica, non la domanda. Appena le tensioni in Medio Oriente si allenteranno, il premio geopolitico può sparire dai prezzi in fretta, e con esso l’umore intorno ai titoli petroliferi. Qui si tratta piuttosto di una nostra impressione soggettiva, ma metta in conto oscillazioni di breve periodo.
Dove acquistare azioni di società petrolifere
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